Aither

FAQ

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Attiva la tua voce, come spiegare un lavoro in 10 minuti usando un video

Curva di attenzione

La teoria della “curva dell’attenzione” mostra l’incapacità della mente umana di mantenere un livello alto di attenzione per un lungo periodo di tempo.

La curva mostra che l’attenzione può essere mantenuta ad alti livelli per un breve periodo di tempo (10-15 minuti), poi inizia il decadimento.

Essa raggiunge l’apice intorno ai 7-8 minuti, comincia a calare intorno ai 15 per poi raggiungere il minimo intorno ai 25 minuti.

Perché questo dovrebbe interessarti?

Perché dovrai presentare il tuo progetto in 15 minuti, altrimenti hai perso il tuo pubblico. 

Roadmap:

  • Perchè un cliente che parla a lungo può essere un problema?
  • Trasemttere agli altri la qualità del tuo lavoro

Velocità

Chiarezza

Emozione

  • Come usare i video a tuo favore

Far immedesimare le persone nel tuo video

Velocità, durata e curva d’attenzione

Equilibrio tra emozionare e far capire il progetto

Che programmi usare?

Attiva la tua voce 

Ti è mai capitato un cliente che pensa di sapere tutto?

A me sì, più volte.

Succede che a volte entra nello studio un cliente che ha letto una cosa su internet ed è convinto che quella cosa funziona più di tutto quello che hai da dire.

Poi ti è mai capitato un cliente che vuole dire la sua a tutti i costi e sembra che nemmeno ti ascolta?

Oppure un cliente che è convinto di una cosa perché lo ha sentita da qualche suo amico o parente?

La verità è che quando succedono queste cose manca la fiducia nella capacità dell’architetto.

Questa è una conseguenza del modo in cui noi ci poniamo di fronte al cliente.

Siamo noi a dover convincere le persone delle nostre capacità.

In questo articolo, voglio parlarti di come attivare la tua voce.

Di come dire la tua senza essere interroto, anzi, essere ascoltato fino alla fine e con attenzione.

Di come far capire la tua idea.

Perché un cliente che parla a lungo può essere un problema?

Spesso quando i clienti parlano tanto non è un buon segno.

Significa che c’è qualcosa che non li convince.

Significa che non si sentono capiti e che non sono sicuri che darai loro il risultato che desiderano.

Se pensi che qualcuno è interesato a risolvere i tuoi problemi e sei convinto che farà bene il suo lavoro, lo lasceresti agire o avresti ancora da ridire?

E’ questo che dobbiamo trasmettere al cliente: che sappiamo fare il nostro lavoro e che loro e i loro problemi sono importanti per noi.

Alla fine loro vogliono solo essere rassigurati.

Visto che il tuo lavoro è un grande investimento di tempo e denaro vogliono essere sicuri del risultato.

E quindi stanno lì a tormentarti di domande, dubbi e telefonate.

Se loro percepiscono sicurezza da parte tua ti lasceranno fare il tuo lavoro come meglio credi.

Ti daranno fiducia.

Quindi due sono le cose che dovrai fare per ottenere questo risultato:

  • Far capire ai tuoi clienti che loro e i loro problemi sono importanti per noi.
  • Far capire ai tuoi clienti le tue capacità.

Del primo punto ho già parlato in un’altro articolo perciò in questo articolo parlerò di come far capire le tue capacità.

Trasmettere agli altri la qualità del tuo lavoro

Siamo tutti essere umani e come tali a livello inconscio ci facciamo influenzare sempre dalle stesse cose.

Ricerche recenti hanno dimostrato che percepiamo una persona come qualcuno capace a fare il suo lavoro se ci colpisce in questi tre punti:

  • Velocità
  • Chiarezza
  • Emozione

Velocità, non sprecare tempo

Non sprecare tempo.

Non parlando solo del tuo tempo ma anche del tempo del tuo cliente.

Sei mai stato in fila (alle poste o al supermercato) per tanto tempo perché la persona alle casse era veramente lentissima?

Questa è una cosa che succede di continuo.Magari il lavoratore sapeva benissimo fare il suo lavoro ma essendo lento tu l’hai percepito come una persona che non ci sa fare.

Se una persona è lenta a fare il suo lavoro significa che o non lo sa fare bene oppure che non è interessato a farlo bene.

Vuoi trasmettere questo ai tuoi clienti?

Ovviamente non dico che bisogna fare le cose di fretta e farlo male.

Dico che bisogna fare il proprio lavoro usando il meno possibile il tempo del tuo cliente, chiunque esso sia.

Metterci tanto a spiegare il tuo progetto è un problema.

Il tuo cliente a livello inconscio ti percepirà proprio come tu hai percepito la persona lenta alle casse.

Invece dire tutto in poco tempo fa capire che hai domestichezza con quel lavoro.

Chiarezza, dritti al punto.

Tu compreresti qualcosa di molto costoso che non capisci a fondo?

Se io non capisco bene com’è fatta una cosa, per comprarla mi devo fidare del venditore.

Se capisco perfettamente com’è fatta una cosa e come funziona, mi fido delle mie convinzioni per comprarla.

Questa è una differenza fondamentale.

E’ molto più facile fidarsi di se stessi che degli altri.

Emozione

L’emozione è la chiave.

Se una cosa riesce a emozionarti ti ha conquistato.

I film che più ti piacciono sono quelli che più ti emozionano.

Che ti coinvolgono e che trasmettono meglio il messaggio.

Noi ci facciamo emozionare dalle cose che ci piacciono.

E ci piacciono le cose che ci emozionano.

Questa cosa funziona sia con le emozioni positive che con le emozioni negative.

Pensa a quante persone si fanno coinvolgere dai film drammatici (tristezza).

Oppure dai quadri e racconti che parlano di guerra.

L’emozione è la chiave per avere il cliente dalla tua parte, per avere la sua attenzione.

Come usare i video a tuo favore

E allora come faccio a trsmettere il mio lavoro in poco tempo, con chiarezza, mantenendo alta l’attenzione del mio cliente, senza essere interrotto e magari anche emozionando?

Attraverso un video.

Il video è uno strumento utilissimo che riesce a ottenere tutti questi risultati.

Infatti, viste le sue potenzialità, oggi è lo strumento più utilizzato.

Un video ben fatto in 10 minuti ha detto tutto quello che c’è da dire.

Fa capire a pieno la spazialità della tua opera, cosa che le immagini non riescono a fare.

Riesce ad emozionarti, ti fa immedesimare nel personaggio, esattamente come un film.

Inoltre se riesci a ottenere l’attenzione del tuo pubblico non verrai mai interrotto e questo è molto importante.

Se riesci a dire tutto senza essere interrotto significa che sei ascoltato, che non stai annoiando ma che dici cose interessanti.

Ora passiamo all parte pratica.

Far immedesimare le persone nel tuo video

Prima cosa da tenere a mente è che le persone sono il protagonista.

Le persone ci si devono immedesimare nel video.

Ci sono due modi per farlo: film e videogiochi.

1)      Perché i film o il teatro ci piacciono tanto?

Perché abbiamo all’interno del nostro cervello una parte dedicata ai cosidetti “neuroni specchio”.

Vedendo una persona che sbadiglia o che sorride, automaticamente ci viene da fare lo stesso.

Vedendo un attore che piange, ride o salva le persone, automaticamente entriamo in empatia con lui, provando le sue stesse emozioni.

Quindi a livello pratico come otteniamo lo stesso effetto nei video render?

Impariamo da Gio Ponti.

Su uno dei primi Domus ci sono le immagini della casa ideale secondo Gio Ponti.

Le immagini mostrano lui e la sua famiglia che vivono i vari ambienti della casa compiendo azioni quotidiane.

Non è un caso, è proprio quello che voglio trasmettere.

Se ci fai caso sui vecchi Domus e nelle vecchie foto fatte all’architettura,  la maggior parte delle immagini hanno al loro interno persone che non fanno niente di particolare.

Questo per farti sentire a casa mentre guardi quelle foto.

Per farti immedesimare e desiderare di vivere dentro quella casa.

 

Quindi in un videorender, vedendo alcune persone che prendono il caffe in un bel salone, ti ferrà automaticamente voglia di rilassarti a tua volta lì con loro.

Proverai la stessa empatia che proveresti verso l’attore di un dramma.

2)      La tecnica dei videogiochi.

I videogiochi, rispetto ai film, ti fanno sentire protagonista direttamente in prima persona.

Per ottenere questo effetti bisogna usare alcuni accorgimenti:

  1. a)Posizionare la telecamera all’altezza degli occhi.

Ovviamente non puoi fare scene in cui le persone volano, altrimenti non sembrerebbe realistico.

  1. b)Quando crei le scene, evita movimenti macchinosi.

Anche nei film, se ci fai caso, è raro che la telecamera si muove in maniera perfetta.

Di solito si cerca di dare alla telecamera un muovimento più naturale, meno fluido.

Un movimento che in qualche modo simula la camminata e il muovimento naturale delle persone.

Questo per evitare il famoso effetto robot.

  1. c)Evita distacchi bruschi tra una scena e l’altra.

Se il distacco è troppo brusco si rischia di perdere, appunto, quello stato di immersione.

Tra una scena e l’altra cerca di aggiungere una breve disolvenza.

Questo ti aiuterà a mantenere il focus delle persone e a far capire che stai passando da una scena all’altra.

Ovviamente dipende dai casi, dipende dalle emozioni che vuoi trasmettere.

Velocità, durata e curva d’attenzione.

Come dicevo all’inizio: “la curva mostra che l’attenzione può essere mantenuta ad alti livelli solo per un breve periodo di tempo (10-15 minuti), poi inizia il decadimento.”

La durata del video dipende da questo fattore.

L’ideale è far finire il video molto prima che le persone cominciano ad annoiarsi e perdere la concentrazione.

Il video dovrebbe finire non appena la loro concentrazione comincia a calare.

Allo stesso tempo il video non può nemmeno essere troppo breve perché le persone hanno bisogno di tempo per asimilare le informazioni.

Se il video è troppo breve si rischia che molti dettagli si perdono e non vengono visti.

E quindi si rischia che il lavoro viene percepito come “superficiale”.

La durata ideale dovrebbe essere di 6 – 11 minuti.

Troppo lungo e perdi il pubblico.

Troppo breve e sembra che non hai detto abbastanza.

Equilibrio tra emozionare e far capire il progetto

Perché ho messo queste due cose insieme?

Perché  molto spesso vanno in contrasto.

Ho visto dei videorender bellissimi ma che a fine video non mi avevano ancora fatto capire bene com’è l’edificio.

Ho visto anche dei videorender puramente tecnici, che facevano capire benissimo l’architettura ma che erano completamente privi di sentimento.

Il problema è che le persone si annoiano velocemente.

Ormai abbiamo una soglia di attenzione bassissima (infatti già è un miracolo che qualcuno è arrivato a leggere fino a qui).

Se tu riesci a emozionare le persone, a creare tensione, a incuriosire, la loro attenzione starà attaccata lì al tuo video.

Il tuo obiettivo è far capire per bene il tuo edificio e le tue idee.

Per fare questo crei delle scene coinvolgenti che tengono l’attenzione del tuo publico alta.

Inoltre se sei riuscito a far scattare l’emozione, loro assoceranno quelle emozioni al tuo progetto.

Fatto questo hai conquistato il tuo pubblico.

Ora passiamo alla parte ancora più pratica

Che programmi usare?

Non è una domanda con una facile risposta, dipende da te e dal lavoro che hai da fare.

I programmi si dividono in tre grandi categorie: quelli che usano V-Ray, quelli di utilizzo intuitivo tipo Lumion o Twinmotion e i motori di grafica come Unreal Engine e Unity.

Come prima cosa bisogna dire che i videorender sono composti da migliaia di render.

Ovvero, per ogni secondo che fai dovrebbero esserci come minimo trenta render normali.

Questo fattore viene chiamato “fps” (frame per second).

I programmi di prima categoria per fare un singolo render ci mettono tra i 20 e i 60 minuti.

Ci vorranno giorni per fare un video di 5 minuti quindi, salvo casi paricolari, sono da scartare.

I programmi di seconda categoria invece sono molto più veloci e intuitivi.

Per fare un video di 5 minuti con un buon computer ci vorranno più o meno 5-6 ore di renderizzazione.

Se ci pensi 5 minuti sono minimo 9000 render normali.

Il punto a favore di questi programmi è che sono facili da utilizzare e veloci nel utilizzo anche se poi ci stanno non poco a fare il video.

Un’altro punto a favore è che hanno moltissimi effetti che puoi utilizzare in modo imediato per personalizzare l’immagine come meglio preferisci.

I programmi di terza categoria sono molto più difficili da utilizzare e quindi richiedono molte più ore di lavoro per il tuo studio.

Però i risultati sono nettamente migliori.

Infatti si avicinano al superrealismo e vengono utilizzati anche per fare i film.

Un grande punto a favore è il fatto che renderizzano in tempo reale.

Ovvero tu lavori direttamente nel render quindi puoi modificare direttamente il risultato che avrai alla fine.

Quindi per fare un video ci mettono un paio di minuti.

Comodo perché vedi subito il risultato quindi se non ti piace puoi facilmente modificarlo e farne un’altro, senza aspettare 5 ore.

Se hai un lavoro veloce per il quale puoi dedicarci poco tempo usa Lumion o Twinmotion che danno buoni risultati.

Se hai un bel lavoro al quale pensi di poterci dedicare tempo ti consiglio Unreal o Unity.

La differenza la noterai immediatamente.

Noi di Aither principalmente usiamo Unreal, ormai ci siamo specializzati su questo.

Tuttavia per alcuni lavori ci capita di usare anche Lumion, dipende appunto da quello che ci chiede il cliente.

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